201503.02
0

E-Tax: con la precompilata la sfida fiscale diventa globale (fonte FiscoOggi.it)

Anche l’Italia si converte al nuovo modello di dichiarazione dopo il successo registrato in mezzo mondo.
Manca ancora poco al debutto della dichiarazione precompilata in Italia. Dal 15 aprile 2015 anche nel nostro Paese i contribuenti che possiedono redditi di lavoro dipendente o assimilati e/o di pensione potranno usufruire del nuovo servizio di precompilazione del modello 730 direttamente online.Nel nome il significato di una conquista
Il modello viene definito precompilato in quanto vi sono già inseriti i dati in possesso dell’Amministrazione finanziaria presenti in Anagrafe tributaria, nonché i dati trasmessi dai soggetti terzi quali sostituiti di imposta, banche e assicurazioni. Dopo l’avvio sperimentale del corrente anno, dal 2016 è previsto anche l’inserimento delle spese mediche con aumento dell’incidenza delle dichiarazioni accettate senza modifiche.
Ma il modello precompilato non rappresenta un mero servizio aggiuntivo erogato ai cittadini, poiché l’introduzione della dichiarazione precompilata costituisce l’esordio di una vera e propria “rivoluzione copernicana” nel rapporto tra Amministrazione finanziaria e il cittadino-contribuente.L’incidenza nel rapporto Fisco-contribuente
Incardinata nell’ambito di interventi normativi volti alla realizzazione di un sistema fiscale più equo, trasparente ed orientato alla crescita, la precompilazione infatti opera una profonda innovazione in ambito tributario, superando il tradizionale sistema di autoliquidazione delle imposte, dove il singolo soggetto è chiamato a compilare la propria dichiarazione determinando le imposte da versare. L’obbligo dichiarativo spesso costituisce per il contribuente un adempimento complesso ed oneroso.

Con l’avvento della precompilata si determina una variazione delle dinamiche connesse agli adempimenti dichiarativi, in quanto incombe in capo all’Amministrazione finanziaria l’onere di raccogliere i dati ed elaborarli, proponendoli al contribuente, residuando in capo a quest’ultimo il solo obbligo di riscontrarne esattezza e completezza prima di effettuare i pagamenti.

Miglioramento della governance fiscale
In un’ottica europeistica nonché globale, la precompilata risponde alla sfida del miglioramento dellagovernance fiscale.
Nel contesto comunitario la dichiarazione precompilata rientra tra le misure raccomandate dalla Commissione europea agli Stati membri per favorire il miglioramento del civismo fiscale, agevolare il cittadino nell’adempimento degli obblighi tributari, promuovere una maggiore efficienza delle amministrazioni finanziarie improntando il rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuente a reciproca trasparenza e fiducia.
Sulla base delle rilevazioni effettuate dall’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) il ricorso all’e-tax si è diffuso in maniera repentina con l’avvento di internet e delle nuove tecnologie, al punto da essere adottato da numerosi Paesi, europei e non.

I vantaggi della dichiarazione precompilata
I vantaggi legati al passaggio dal sistema tradizionale a quello dell’e-tax, nel cui ambito sono ricomprese le dichiarazioni precompilate, sono molteplici e non univoci, in quanto dipendenti dalle caratteristiche del sistema tributario del singolo Paese. Da un punto di vista globale, in relazione  a quella che nel contesto internazionale viene definita “pre-filled tax returns” sono stati registrati e dimostrati molteplici benefici, tra i quali:

  1. abbattimento dei costi legati alla compilazione della dichiarazione per le persone fisiche;
  2. riduzione degli errori di compilazione;
  3. aumento della compliance, ossia della fedeltà fiscale dei cittadini;
  4. maggior sicurezza, per i contribuenti che hanno correttamente e adeguatamente dichiarato i loro redditi e  i loro oneri, di non incorrere in possibili verifiche del dichiarato da parte degli uffici;
  5. miglioramento dell’immagine dell’amministrazione, grazie all’offerta di un servizio personalizzato;
  6. diminuzione dei fenomeni evasivi;
  7. diminuzione degli oneri a carico dello Stato;
  8. accelerazione nell’erogazione dei rimborsi.

Lo studio dell’Ocse sull’evoluzione dei servizi al contribuente
In un contesto sempre più dinamico, tecnologico e globale i cittadini necessitano di servizi che incontrino le loro aspettative, consentendo un facile accesso ed utilizzo, sempre ed ovunque. Nello studio denominato “Increasing taxpayers use of self-service channels” (Oecd 2014) vengono riepilogati i punti chiave sui quali focalizzare l’attenzione nei sistemi tributari che hanno maturato una significativa esperienza nell’erogazione dei servizi al contribuente:

  • presenza stabile online, con fornitura di servizi e presenza di informazioni dettagliate;
  • valorizzazione dell’offerta online con creazione di valore aggiunto;
  • creazione di servizi integrati e personalizzati;
  • creazione di “servizi invisibili”, che si integrino naturalmente nelle obbligazioni tributarie;
  • promozione dei servizi in modalità self-service.

L’evoluzione dei canali con modalità self-service è direttamente collegata al coinvolgimento proattivo dell’utilizzatore. Le esperienze maturate nei diversi Paesi hanno dimostrato che l’utilizzo sostenibile e progressivo dei servizi in modalità self-service, con misurazione dell’impatto di tali servizi sulla domanda e identificazione e classificazione dei target, consente di affinare il rendimento della metodologia adoperata, modellandola per pervenire alla riduzione della tradizionale domanda di servizi, all’abbattimento dei costi connessi agli adempimenti dichiarativi, a un più agevole incontro delle aspettative del contribuente.
L’evoluzione, che sulla base dello studio condotto si articola in quattro differenti stadi, è tanto più rapida ed efficace quanto più maturo è il servizio offerto.

Evoluzione del modello – Figura 1

Fonte: Ocse

Alcuni esempi di realtà internazionali consentono di comprendere meglio come una strategia che tenga conto dell’esperienza del proprio Paese e della complessità del sistema tributario possa condurre rapidamente all’offerta di un “servizio invisibile”.

E-tax, chiave del successo delle Amministrazioni
Ma se la precompilata costituisce una realtà consolidata in alcuni Paesi, estremamente variegato si presenta il panorama delle modalità e delle scelte operative adoperate per l’offerta del servizio. La dichiarazione precompilata o pre-filled tax return rappresenta il volano del successo delle Amministrazioni che, lavorando e verificando la bontà dei dati raccolti e confluiti, riescono a perseguire il fine dell’accettazione del modello precompilato senza che vengano apportate modifiche oppure con variazioni minime.
In generale, il rendimento del metodo dipende dall’approfondimento del sistema di comunicazione dei dati provenienti da soggetti terzi, che deve prevedere essenzialmente il reperimento dei seguenti dati:

  • informazioni sul reddito: stipendi, pensioni, bonus, indennità comprese quelle accessorie, interessi, dividendi e indennità di assicurazione;
  • informazioni patrimoniali: acquisti e vendite;
  • informazioni su oneri: interessi su mutui, assicurazioni, contributi, ecc.

In quest’ottica l’Ocse ha condotto un’indagine comparativa di sistemi e prassi di 52 economie avanzate ed emergenti, ricomprendendovi gli stati Ocse, Ue e membri del G20.
I risultati, presenti nel forum sulle Tax Administration, attestano la rilevanza e le enormi potenzialità connesse all’utilizzo del canale telematico. Focalizzando l’attenzione sul solo scenario connesso alle imposte sul reddito delle persone fisiche (PIT) si rileva un complesso ed estremamente variegato panorama connesso all’utilizzo dell’archiviazione elettronica delle dichiarazioni.

Distribuzione dei servizi telematici – Tabella 1

Fonte: Ocse

A fronte di una media europea di utilizzo di sistemi di archiviazione informatica di circa il 40%, il nostro Paese vanta una notevole esperienza, sia nella gestione della parte tecnico-normativa, che nell’integrazione delle banche dati, con potenzialità notevoli.

Il rapporto tra dati proposti e aspettative dei contribuenti
La predisposizione della dichiarazione precompilata (pre-filled tax returns) costituisce il punto di arrivo di un complesso sistema di incrocio di informazioni fornite da terzi, tanto più efficace quanto più preciso e tempestivo risulta il flusso di dati pervenuti. Allo stesso tempo, la dichiarazione precompilata rappresenta un punto di partenza per pervenire al fine ultimo del progetto di precompilazione, ossia all’accettazione dei dati proposti senza operare modifiche. Il raggiungimento di tale step costituisce il naturale traguardo di un’Amministrazione che risponde pienamente alle aspettative dei contribuenti, fornendo quel “servizio invisibile” che rende facile e non oneroso adempiere all’obbligo dichiarativo.

Descrizione delle capacità – Figura 2

Fonte: Ocse

La classificazione decisa dall’Ocse
Il dilagante ricorso alle dichiarazioni precompilate ha condotto l’Ocse a operare una  prima classificazione delle Amministrazioni fiscali internazionali che portano avanti tale strumento, operando una distinzione:

  • quelle in grado di generare a fine anno una dichiarazione completa per la maggior parte dei contribuenti, quali Cile, Danimarca, Finlandia, Malta, Nuova Zelanda, Norvegia e Svezia;
  • quelle in grado di generare una dichiarazione completa per il 30-50% dei contribuenti, quali Singapore, Sud Africa, Spagna e Turchia;
  • quelle in grado di generare un numero cospicuo di dichiarazioni complete, quali Australia, Estonia, Francia, Hong-Kong, Islanda, Lituania e Portogallo.

Paesi a confronto Ocse e non Ocse – Tabella 2

Fonte: Ocse

L’accettazione dei dati e il panorama internazionale
Di particolare interesse sono i dati relativi all’accettazione del modello proposto ovvero alla modifica degli stessi. In merito, la lettura del panorama internazionale evidenzia luci ed ombre.
Si registrano importanti benefici laddove la sperimentazione perdura da più tempo e l’esperienza viene adoperata per affinare la metodologia e raggiungere l’obiettivo dell’accettazione dei dati proposti, in modo da rendere la dichiarazione precompilata uno strumento efficiente, radicato nelle abitudini e aspettative dei contribuenti. Restando in ambito europeo non è un caso che sia proprio la Danimarca, pioniera dell’e-tax ed emblema di un efficace utilizzo di tale strumento, mentre in ambito extraeuropeo si segnalano le esperienze di Singapore e dell’Australia.
Diverso è il caso in cui vengano registrate difficoltà organizzative e strutturali legate al passaggio alla dichiarazione precompilata. In tal caso, si può pervenire a un risultato apprezzabile, come dimostrato dall’esperienza della Spagna in ambito europeo e della Nuova Zelanda fuori dai confini continentali oppure registrare qualche inceppamento del meccanismo, come avvenuto in Lituania o in Francia.
Il tasso di adeguamento, cioè di accettazione della dichiarazione precompilata, è variabile in ragione dell’esperienza maturata in ciascun Paese, condizionata dalla complessità del sistema tributario, dalle abitudini dei contribuenti, dalle difficoltà tecniche e organizzative connesse allo stadio in cui versa la sperimentazione:

  • in Danimarca, dove il sistema è stato adottato dal 1988 e coinvolge il 100% dei contribuenti, solo una piccola parte delle dichiarazioni precompilate viene rispedita al mittente con modifiche intervenute in corso d’anno e non registrate dal Fisco;
  • nei Paesi scandinavi (Svezia, Finlandia, Norvegia) la percentuale di dichiarazioni non modificate varia dal 50% al 75%;
  • in Islanda la percentuale di modifica è alta.

Appare quindi evidente che punto centrale è l’efficienza del sistema.

L’autonomia del contribuente e le prospettive in Italia
Per tornare al nostro Paese, dopo una prima fase di sperimentazione seguita da uno studio sui report che determinino eventuali criticità, vi sono tutte le condizioni per pervenire ad uno sfruttamento delle potenzialità informatiche esistenti, garantendo a una fascia di contribuenti sempre maggiore la possibilità di accedere al servizio di precompilazione, come ad altri servizi, direttamente da postazioni private, senza l’onere di doversi recare necessariamente presso gli uffici o coinvolgere altre strutture di assistenza, ma semplicemente utilizzando il Pincode.

Patrizia De Vito

Eleonora Mennella

(fonte “FiscoOggi.it“)